| aggiornato al | 2008-03-10 | | grado |    | | distanza | 5 Km
| tempo previsto | 2 Ore
| | pendenza | 15 m/Km
| stelle WildWater |  | | portata | | stelle paesaggio |  | | temperatura acqua | tiepida | qualita' acqua | buona | | periodo migliore | primavera, dopo abbondanti piogge | | | | fiumi vicini | Biscubio; Bosso; Burano; Esino; Metauro; Sentino | | imbarcazioni | |
Torrente appenninico con buona pendenza, concentrata in rapide a gradini; percorso vario, divertente ed impegnativo.
| imbarco | Nell'abitato di Piobbico, presso lo stadio di calcio, imbarco sulla sponda sinistra GPS: Lat.43° 35' 10" N Long.12° 31' 03" E | | sbarco | Sulla strada statale 257 al km 41,7 vicino al ristorante La Capanna, dalla strada si scende al fiume, sponda sinistra GPS: Lat.43° 36' 08" N Long.12° 33' 21" E | | mappa | | | assistenza da riva | | Sempre possibile, tratto costeggiato dalla strada |
| descrizione | Il Candigliano nasce dal monte Valmeronte a circa 1000 m di altitudine e scorre per circa 60 km quasi interamente
nella provincia di Pesaro e Urbino prima di confluire nel Metauro.
Il tratto di interesse scorre parallelamente alla SS 257 che collega Città di Castello (E 45 Orte-Cesena) con Acqualagna (SS 3 Flaminia).
Caratteristica del percorso sono le particolari rocce stratificate disposte obliquamente che formano rapide a gradini e che lateralmente al greto consentono il trasbordo dei passaggi più impegnativi.
La prima parte del percorso presenta rapide a vista di III grado, a seconda del livello idrico, fino ad arrivare
alla Marmitta del Diavolo (trasbordabile) in corrispondenza ad un ponte stradale dove sono consigliate ispezione ed approntamento sicura. Salto della Marmitta del Diavolo con chiken way a dx visibile dalla strada.
Passando al centro si finisce con un salto di un paio di metri nella marmitta, tra buchi e funghi in un bel rimescolio di correnti mentre sulla destra il passaggio è più agevole a patto di non farsi sorprendere da un buchetto malizioso alla fine della rapida.
In corrispondenza di un altro ponte stradale, consigliata ispezione, c'è una rapida ad esse, più impegnativa se impostata a destra ma più agevole a sinistra, passando a destra del pilone e manovrando tra i sassi.
Il fiume prosegue con rapide a vista, caratterizzate da buchi, funghi e morte "agitate", almeno con il buon livello incontrato nella discesa del 9 marzo 2008, e passaggi stretti con la corrente che spinge contro la vegetazione che può creare qualche problema.
Il percorso termina con la rapida della scalinata (IV, V grado) caratterizzata da due salti di un paio di metri e scivoli, tra grossi buchi, funghi e lastroni di roccia in mezzo alla corrente. Si può sbarcare agevolmente prima della scalinata sulla sinistra o, se si intende affrontarla (obbligatorie ricognizione e sicura), sbarcare subito dopo, sempre a sinistra, prima che il fiume si restringe e si ingola.
Da qui iniziano le gole di Naro caratterizzate da strettoie e salti, che arrivano fin sotto l'abitato di Abbadia di Naro dove c'è uno sbarramento artificiale. (vedi report tratto successivo)
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