Torrente appenninico con buona pendenza, concentrata in rapide a gradini; percorso vario, divertente ed impegnativo.
imbarco
Nell'abitato di Piobbico, presso lo stadio di calcio, imbarco sulla sponda sinistra GPS: Lat.43° 35' 10" N Long.12° 31' 03" E
sbarco
Sulla strada statale 257 al km 41,7 vicino al ristorante La Capanna, dalla strada si scende al fiume, sponda sinistra GPS: Lat.43° 36' 08" N Long.12° 33' 21" E
Il Candigliano nasce dal monte Valmeronte a circa 1000 m di altitudine e scorre per circa 60 km quasi interamente
nella provincia di Pesaro e Urbino prima di confluire nel Metauro.
Il tratto di interesse scorre parallelamente alla SS 257 che collega Città di Castello (E 45 Orte-Cesena) con Acqualagna (SS 3 Flaminia).
Caratteristica del percorso sono le particolari rocce stratificate disposte obliquamente che formano rapide a gradini e che lateralmente al greto consentono il trasbordo dei passaggi più impegnativi.
La prima parte del percorso presenta rapide a vista di II, III grado, a seconda del livello idrico, fino ad arrivare
alla Marmitta del Diavolo (trasbordabile) in corrispondenza ad un ponte stradale dove sono consigliate ispezione ed approntamento sicura.
Passando al centro si finisce con un salto di un paio di metri nella marmitta, tra buchi e funghi in un bel rimescolio di correnti mentre sulla destra il passaggio è più agevole (la c.d. Cico-way) a patto di non farsi sorprendere da un buchetto malizioso alla fine della rapida.
In corrispondenza di un altro ponte stradale, consigliata ispezione, c'è una rapida ad esse, più impegnativa se impostata a destra ma più agevole a sinistra, passando a destra del pilone e manovrando tra i sassi.
Il fiume prosegue con rapide a vista, caratterizzate da buchi, funghi e morte "agitate", almeno con il buon livello incontrato nella discesa del 9 marzo 2008, e passaggi stretti con la corrente che spinge contro la vegetazione che può creare qualche problema.
Il percorso termina con la rapida della scalinata (IV, V grado) caratterizzata da due salti di un paio di metri e scivoli, tra grossi buchi, funghi e lastroni di roccia in mezzo alla corrente. Si può sbarcare agevolmente prima della scalinata sulla sinistra o, se si intende affrontarla (obbligatorie ricognizione e sicura), sbarcare subito dopo, sempre a sinistra, prima che il fiume si restringe e si ingola.
Da quel punto iniziano le gole di Naro caratterizzate da strettoie e salti ma molto pericolose per la presenza di sifoni, che arrivano fin sotto l'abitato di Abbadia di Naro dove c'è uno sbarramento artificiale.
Le gole sono state discese ad aprile 2008 con un livello non alto ed è stato trasbordato un solo passaggio, probabilmente fattibile con un livello maggiore.
[Armando Gole]
[Beppe Gole]
[Alberto Gole]
Non è stato visto nessun sifone e tutti i passaggi sono comunque assicurabili; si viaggia attorno al IV grado. Si possono vedere i video e le foto della discesa.
TI RICORDIAMO CHE:
1- I fiumi vanno discesi con attrezzature e abbigliamento adatto al tipo di percorso
affrontato.
2- Per discendere i fiumi bisogna frequentare dei corsi di canoa tenuti da
personale qualificato.
3- I principianti durante le discese devono essere affiancati e consigliati
da guide esperte.
4- Una discesa non si effettua mai in solitaria, il numero minimo dei partecipanti può variare
a seconda della preparazione dei canoisti e delle difficoltà che si possono incontrare.